Turnover in casa Roma

Il nuovo step della Roma, in contemporanea con la sfida di domani sera al Borussia Park, chiama in causa direttamente il turnover. Che, nella trasferta in Germania, torna d’attualità dopo che per 3 partite di fila è stato ridotto al minimo. A Fonseca, lo ha dimostrato nei suoi 3 anni trascorsi in Ucraina, non è mai piaciuto. Quando però il portoghese è arrivato a Trigoria, più per gli infortuni in serie che per gli impegni ravvicinati, lo ha dovuto per forza provare. Non ha mai detto di averne fatto uso controvoglia, ma a volte ha dato l’impressione di esserne quasi costretto. Avrebbe, insomma, rinunciato a passare attraverso la rotazione degli interpreti per dare continuità al lavoro sul campo, cioè all’addestramento di ogni reparto e magari di una formazione base. L’emergenza totale delle ultime 2 settimane gli ha fatto alzare le mani in pubblico. La resa obbligata è coincisa con la rosa dimezzata: gli assenti sono stati minimo 7 o addirittura 8. «Non ho più scelta» ha ammesso. Oppure, semplicemente: «Non ho un’alternativa in quel ruolo». Così Mancini è diventato play (debutto nel ruolo proprio in Europa League contro il Mönchengladbach) e i giallorossi hanno subito preso il volo.

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